La cogenerazione (CHP) è un sistema che produce energia elettrica e termica in un unico processo ad alta efficienza. Utilizzando un motore endotermico o una turbina, consente di sfruttare il calore di scarto per usi industriali o civili, riducendo consumi ed emissioni rispetto alla produzione separata.
La System Integration consiste nell’integrare diverse tecnologie energetiche (cogenerazione, fotovoltaico, pompe di calore, BESS, centrali termiche/frigorifere) in un unico sistema coordinato, gestito da una piattaforma di supervisione. L’obiettivo è massimizzare efficienza, continuità operativa e flessibilità sui carichi.
Il biometano è un gas rinnovabile ottenuto dalla purificazione del biogas e può essere utilizzato per cogenerazione, immissione in rete o come biocarburante.
Il decreto FER2 introduce nuovi incentivi per impianti alimentati da fonti rinnovabili innovative, tra cui biogas e biometano, favorendo lo sviluppo di progetti efficienti e sostenibili.
Un PPA (Power Purchase Agreement) è un contratto di lungo termine per l’acquisto di energia tra produttore e consumatore finale. Consente di stabilizzare il costo dell’energia, ridurre i rischi di mercato e facilitare la realizzazione di impianti rinnovabili o ad alta efficienza.
Il diritto di superficie permette di installare un impianto energetico su un terreno non di proprietà, pagando un canone al proprietario. È molto usato per progetti fotovoltaici o agrivoltaici, poiché consente di ottimizzare gli investimenti e ridurre i costi di acquisizione dei terreni.
L’agrivoltaico integra attività agricole e produzione fotovoltaica nello stesso terreno. Le strutture solari sono progettate per consentire il passaggio di macchinari, la crescita delle colture e la continuità delle pratiche agricole, migliorando la resa energetica senza compromettere quella agricola.
Il modello EPC (Engineering, Procurement & Construction) prevede che un unico soggetto si occupi di progettazione, approvvigionamento e costruzione dell’impianto, garantendo tempi, costi e performance.
La “fornitura chiavi in mano” si concentra sulla sola realizzazione dell’impianto, senza il medesimo livello di responsabilità su progettazione integrata e gestione autorizzativa.
Un BESS (Battery Energy Storage System) è un sistema di batterie che consente di immagazzinare energia, stabilizzare i carichi, gestire i picchi di domanda e aumentare l’autoconsumo da rinnovabili. È particolarmente utile per impianti con profili di carico variabili o che integrano fotovoltaico o cogenerazione.
Mentre la cogenerazione produce elettricità + calore nello stesso processo, la trigenerazione aggiunge anche la produzione di freddo: il calore recuperato viene usato per alimentare un gruppo frigorifero ad assorbimento, che genera acqua refrigerata. In pratica, la trigenerazione consente di valorizzare energia termica anche quando serve raffrescamento (es. estate o processi industriali), migliorando l’utilizzo complessivo dell’energia disponibile.
Una pompa di calore non “genera” calore bruciando combustibile: trasferisce calore da una sorgente a temperatura più bassa (aria, acqua o terreno) a un ambiente a temperatura più alta, grazie a un ciclo frigorifero (compressore + refrigerante). Per questo può fornire più energia termica di quanta energia elettrica consumi: il rapporto si esprime con indicatori come COP (in riscaldamento) o EER (in raffrescamento), che possono essere maggiori di 1.
Un impianto fotovoltaico converte la luce in elettricità tramite l’effetto fotovoltaico nelle celle (materiali semiconduttori). La produzione dipende soprattutto da irradianza solare, temperatura (in genere, all’aumentare della temperatura il rendimento del modulo diminuisce), orientamento/inclinazione, ombreggiamenti, sporcizia e perdite di conversione (inverter e cablaggi). Per questo due impianti con la stessa potenza di picco (kWp) possono produrre quantità diverse di kWh annui in luoghi o condizioni differenti.
Le soluzioni ibride sono particolarmente efficaci quando serve massimizzare l’efficienza e la continuità energetica integrando tecnologie diverse in un’unica architettura coordinata (es. cogenerazione, fotovoltaico, BESS e pompe di calore) gestita da sistemi di supervisione.
Il biogas è una miscela gassosa prodotta dalla degradazione anaerobica di sostanze organiche: contiene soprattutto metano (CH₄) e anidride carbonica (CO₂), più tracce di altri composti (es. vapore acqueo, H₂S). Il biometano è biogas purificato/upgradato: la CO₂ e le impurità vengono rimosse per ottenere un gas con alta percentuale di metano, più simile al gas naturale e più adatto a immissione in rete o usi come carburante.
Il potere calorifico indica quanta energia si ottiene dalla combustione di un gas. Il PCI (Potere Calorifico Inferiore) non considera il calore recuperabile dalla condensazione del vapore acqueo nei fumi; il PCS (Superiore) lo include. La distinzione è importante perché incide su come si confrontano combustibili e rendimenti: a parità di combustione, un rendimento calcolato su PCI risulta numericamente più alto rispetto allo stesso calcolato su PCS.
Il fattore di potenza (cosφ) indica quanta della potenza “assorbita” da un impianto è davvero utile (attiva) rispetto a quella reattiva, necessaria per far funzionare carichi come motori e trasformatori. Quando il cosφ è basso, aumenta la corrente circolante a parità di potenza utile: questo può portare a maggiori perdite e, in alcuni casi, a penalità in bolletta per energia reattiva.